Rotomoulding: cos'è lo stampaggio rotazionale?


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Con le tecniche di stampaggio rotazionale o rotomoulding si possono realizzare oggetti e componenti in materiale plastico in piccole serie, anche di grandi dimensioni, con caratteristiche e  costi industriali competitivi rispetto alle tradizionali tecniche di stampaggio a iniezione o alle innovative tecniche di stampa additiva. Lo stampaggio rotazionale è tipicamente utilizzato per produrre oggetti in materiale plastico con struttura cava e si è imposto soprattutto nel settore dell'arredo, in particolare nell'arredo per esterni e da giardino o per la ristorazione. Grazie alle recenti innovazioni la tecnica del rotomoulding viene utilizzata anche per componenti e oggetti di piccole dimensioni, con bordi ed estremità sempre più curate e dagli spessori sempre più piccoli. Dal punto di vista dei costi di produzione il rotomoulding ha un costo di realizzazione dello stampo relativamente molto economico e un costo per pezzo prodotto relativamente elevato. Questa proporzione è inversa rispetto alla tecnica tradizionale ad iniezione, che solitamente ha un costo di realizzazione dello stampo molto elevato e un costo per pezzo prodotto molto basso. La scelta dello stampaggio rotazionale può essere quindi interessante per produzioni in piccola serie con numerose varianti, mentre lo stampaggio ad iniezione è più interessante per produzioni in quantità molto elevate. Progettare un oggetto significa anche confrontarsi con la metodologia di produzione e la tecnica del rotomoulding ha delle caratteristiche peculiari importanti da valutare in fase di progetto. Le aziende di stampaggio plastico si stanno progressivamente confrontando con il mercato e con i progettisti in modo sempre più efficace e questa tecnica di produzione riserva ancora molte sorprese che ritroveremo sempre più spesso nelle case di tutti noi.

Nella foto: Bully by VecaLab. Design Michele Predolin.
Video VecaLab: Come funziona lo stampaggio rotazionale?

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