Innovazione: Cos'è il Digital Divide?


Il ventunesimo secolo è senza dubbio iniziato nel segno di internet e del digitale. Per molti di noi sembra scontato avere accesso alla rete web e possedere strumenti digitali personali come lo Smartphone, ma la diffusione di internet inizia negli anni 2000, Facebook è del 2004, il primo iPhone del 2007. In pochissimi anni la nostra vita e quella del mondo intero è cambiata. Questo cambiamento è talmente imponente da essere molto spesso paragonato alla diffusione della stampa a caratteri mobili. Tim Berners-Lee come Johanness Gutemberg, l'iPhone di Steve Jobs come la Bibbia di Gutemberg, i cambiamenti epocali hanno sempre dei personaggi e degli oggetti che fanno in qualche modo da spartiacque col passato e segnano indelebilmente il futuro. Questi cambiamenti portano con se anche un rovescio della medaglia, ovvero da un lato migliorano progressivamente la qualità di vita e la cultura diffusa dell'umanità, dall'altro lato appesantiscono profondandamente il divario tra chi ha accesso all'innovazione e chi non può permettersi di accedere a questi strumenti. L'emarginazione che un tempo era causata dal non poter avere materialmente o economicamente accesso ai libri, o dall'impossibilità di leggerli perché non si sapeva leggere e scrivere, ora è causata dall'impossibilità di accedere ai servizi digitali o dal non sapere come utilizzarli, ovvero il fenomeno del digital divide. La Bibbia di Gutemberg e la stampa moderna hanno permesso progressivamente di diffondere la cultura più velocemente e a un numero sempre più ampio di persone, allo stesso tempo nei primi anni di diffusione di questo strumento rivoluzionario chi non aveva accesso al libro o alla lettura era fatalmente sempre più ai margini della società. L'analfabetismo è un fenomeno che ci accompagna nei secoli e che pur mutando dimensioni e carattere è sempre vivo e subdolamente presente anche nelle società più avanzate. Il digital divide è in qualche modo una forma moderna di analfabetismo. Se agli inizi del 900 i miei nonni aiutavano i loro genitori e i loro nonni a scrivere e leggere lettere, a mandare un telegramma, a capire cosa scrivevano i giornali, a immaginare cosa raccontassero i libri, nel nostro ventunesimo secolo le generazioni più giovani aiutano i loro genitori e i loro nonni a scrivere o leggere e-mail, a vedere la nipotina via Skype, ad usare l'home banking per gestire la loro pensione. Fino a quando il digital divide è limitato a questa sorta di patto tra generazioni siamo di fronte semplicemente al corso della storia che si ripete, ma quando il digital divide è causato dalla disparità di accesso ai servizi per limitazione sociale, politica, economica, siamo di fronte ad un fatto grave. La politica può e deve fare molto di più in questo senso, e lo stesso possiamo fare anche noi, con i nostri comportamenti quotidiani. Combattere il digital divide è un dovere di tutti, come è un diritto di tutti poter usufruire delle rivoluzionarie potenzialità del mondo digitale in cui viviamo.




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