Design: Oltre la decorazione, oltre lo stile


Che si parli di arredi d'interni, di prodotto industriale o di qualsiasi altro settore commerciale, ormai decorazione e stile hanno preso possesso della parola design e non la vogliono più mollare. Noi progettisti abbiamo tenuto tra le mani questa parola per lungo tempo, senza renderci davvero conto del valore che questa parola poteva avere e del potenziale esplosivo che poteva rappresentare. Ci abbiamo giocato per troppo tempo, fino al momento in cui distrattamente l'abbiamo fatta scivolare per terra, e ora ci ritroviamo a contendere la parola design con chi aveva già tra le mani le parole stile e decorazione. Peggio per noi, troppo distratti e troppo concentrati su noi stessi per accorgerci che il mondo intorno a noi cambiava rapidamente, troppo sicuri di noi stessi, noi progettisti che ci facevamo chiamare designer per sentirci più internazionali, mentre ci facevamo fregare la parola design dalle mani da un manipolo di commercianti e markettari. In tanti hanno tentato di mettere le mani su questa parola tanto ambita, riuscendoci a corrente alterna, ma solo decorazione e stile possono vantare un dominio incontrastato, oggi, sulla parola design. Un abbinamento di colori tono su tono, un oggetto iconico di arredo, una texture materica gradevole, le linee pulite di uno smartphone o di una insalatiera, ed ecco che echeggia potente la parola design. Ma dove è finito il progetto? E dove diavolo sono i progettisti? Siamo davvero costretti a mollare la presa in questo tiro alla fune con la superficialità? Forse no, ma non c'è più tempo da perdere o sarà una piccola grande catastrofe. E' arrivato il momento di riprenderci questa parola, ripulirla dagli sfregi di questi ultimi anni, è arrivato il momento di restituire il design al progetto, di ritornare a far fare i designer ai progettisti, oltre la decorazione, oltre lo stile.




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