Apple presenta il futuro: captured, worn, healthy... paid.


Ho imparato a non sottovalutare la capacità di Apple  di creare bisogni, bisogni che presto si trasformano in necessità quotidiane. Quando è stato presentato l'i-Pad ero dubbioso, sono stato smentito. Sono quindi consapevole che i miei dubbi sulle proposte Apple presentate ieri saranno sicuramente a loro volta spazzati via dalla realtà. Non voglio entrare nei dettagli dei prodotti (o dei servizi, come Apple Pay, che col mio inglese indecente la prima volta ho letto come apple pie...), ci sono già online migliaia di recensioni, non serve certo aggiungere la mia. Non voglio nemmeno cavalcare l'onda delle dispute quasi teologiche tra i seguaci di iOS e quelli di Android (per inciso, da imprenditore e da designer ho profonda ammirazione per Apple e per il lavoro di Steve Jobs e Jony Ive, come consumatore sono un rassegnato utente Windows e un soddisfatto utilizzatore Android). Voglio semplicemente fare una riflessione sulla direzione che Apple ha indicato con la presentazione di ieri. Apple ha presentato, riassumendo rapidamente, uno smartphone che realizza e gestisce immagini e video ad alta definizione (ovvero iPhone 6 e iPhone 6 Plus), un servizio di pagamento rapido (ovvero  Apple Pay, che io per sempre nella mia mente pronuncerò apple pie...), un orologio che ti aiuta a vivere più sano (ovvero Apple Watch). Tutte le altre funzioni e caratteristiche tecniche, a mio modo di vedere, restano secondarie... che iPhone 6 sia più performante del suo predecessore è ovvio, e così via. Quello che a mio modo di vedere è stato realmente interessante nella presentazione di ieri (anzi Keynote che è più cool), è racchiuso in alcune parole chiave (anzi keywords...), ovvero Apple ha affermato e confermato che il presente e il futuro sono e saranno catturati, indossati, sani e a pagamento (ovvero captured, worn, healthy, paid...). Catturiamo immagini e video ad alta definizione, e siamo a nostra volta catturati nella fruizione dello stesso materiale visuale che realizziamo e condividiamo. Il risultato è che il presente quasi si annulla, perchè siamo troppo impegnati a registrarlo e veniamo continuamente catapultati nel passato fruendo del raccondo per immagini di ciò che è appena stato il nostro stesso presente e quello altrui. Un presente fatto di ricordi che a malapena abbiamo vissuto. Certo, ho esagerato un po', ma dovete perdonarmi, ho appena rivisto Oblivion e l'idea malsana che siamo ciò che ricordiamo mi è rimasta vorticosamente nella testa. Indossiamo tecnologia e la vogliamo integrare sempre di più nel nostro quotidiano. Apple Watch si infila nel sentiero abbozzato da Google Glass e tenta il colpaccio, senza però attuare una vera rivoluzione (fino a quando questi gadget saranno prolungamenti di uno smartphone e non avranno vita autonoma, trovo difficile vederli come oggetti rivoluzionari... trovo scomodissimo correre portando con me lo smartphone, figuriamoci se mi viene voglia di indossare in più anche un orologio... a questo proposito vi invito a leggere una brillante recensione di Apple Watch sul blog runlovers). Il presente e il futuro sono sani e genuini, perchè essere in forma fisica, fare attenzione al nostro corpo e a quello che mangiamo, non è più una moda, è una necessità, e tutti gli strumenti che ci aiutano a prenderci cura di noi stessi sono e saranno sempre più indispensabili. In questo Apple Watch segna sicuramente un punto di inizio, una scintilla da non sottovalutare. E poi inizieremo a pagare più facilmente, più rapidamente, e più spesso... un piccolo obolo dovremo rassegnarci a lasciarlo, la guerra tra Apple Pay, Google Wallet e Paypal (senza dimenticarci di Twitter Buy Now e simili...) è appena cominciata...

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