Il design in Italia: Se Fabio Novembre perde il treno...


Fabio Novembre
Cosa succede se Fabio Novembre perde il treno? Facciamo un passo indietro: Rovereto, 13 maggio, riunione di delegazione ADI Veneto/Trentino. Le elezioni per la presidenza dell'ADI, Associazione per il Disegno Industriale, si avvicinano, Fabio Novembre presenta alla "mia" delegazione, quella Veneto/Trentino, la lista di Mario Bellini e la sua personale candidatura a vicepresidente nazionale. Io, come tutti gli associati della mia delegazione, ho ricevuto qualche giorno prima una mail nella quale si segnalava l'evento. Non capita tutti i giorni di poter discutere e confrontarsi faccia a faccia con il celeberrimo designer leccese, milanese d'adozione, quindi ho confermato la mia presenza all'evento senza esitazione. Le riunioni ADI non sono mai brillate per partecipazione, sfiorando spesso atmosfere da assemblea condominiale, ma la presenza di Fabio Novembre mi aveva portato a credere che qualche faccia giovane in più, questa volta, in riunione, ci sarebbe stata. Con un pizzico di rassegnazione, in questo pomeriggio di maggio, vedo che sono presenti alla riunione se possibile ancora meno associati del solito. Avranno di meglio da fare, con tutto il lavoro che c'è in giro... Fabio arriva, saluta tutti con una stretta di mano, con passo svelto prende posto, in attesa di completare i componenti della riunione chiacchiera amabilmente con tutti. Arriva il suo momento e con progressione da duecentista racconta la sua visione di sistema design in Italia, le sue idee sulla nuova ADI, ammette limpidamente di essersi iscritto da poche settimane all'Associazione ma di avere un sacco di idee e di energie da spendere per farla rinascere. Fabio è un vulcano, istrionico, talvolta impreciso, sempre visionario. Si accende la discussione e Fabio replica con pacatezza e fermezza. Fabio Novembre è senza dubbio un personaggio, è un animale da show, ma sa creare empatia con tanta schiettezza, semplicità, positività. Il tempo passa, la discussione è viva, e Fabio perde il treno in partenza da Rovereto. Cosa succede se Fabio Novembre perde il treno? Succede che lo accompagno a Verona per prendere un altro treno. Facciamo due passi per raggiungere il parcheggio e Fabio si guarda intorno con sguardo attento. Guarda i dettagli che lo circondano, una strana aiuola attira la sua attenzione, la fotografa e la posta su instagram. Parliamo di social network, di twitter e di chi lo usa solo per commentare le trasmissioni tv, parliamo di instagram e della forza delle immagini, della forza dell'immaginazione. Saliamo in macchina, Fabio è un ragazzo alto, non è molto comodo sulla mia cinquecento, ma è gentile a far finta di niente. Parliamo di automobili, di treni, di taxi e di car sharing, di quanto sia ormai stupida la corsa a possedere le cose, quando l'unica cosa importante è usarle e viverle, condividerle. Fabio vuole raggiungere Verona prima possibile, le figlie lo aspettano per cena, l'aveva promesso. Si parla di musica, di Red Hot Chili Peppers, di vinili, musicassette, cd ed mp3, di commodore 64 e iPhone. L'autostrada è bloccata, lavori in corso. C'è il tempo di una telefonata in ufficio, di un controllo agli orari dei treni da Verona per Milano. Non lavo la mia cinquecento da settimane, forse mesi, e la polvere sul cruscotto non manca, Fabio lo sfiora, ma prima ancora che io possa tirar fuori qualche scusa, mi anticipa con un commento su quanto sia schifosa una plastica come quella, che attira la polvere come api al miele. Non c'è niente da fare, noi designer siamo malati di dettagli. Parliamo di design, di designer, del fatto che il design ormai è ovunque, è qualsiasi cosa, che il designer deve saper essere ovunque e fare qualsiasi cosa. Il designer è lo snodo centrale, il punto di incontro, l'hub che connette l'impresa con il mercato, che mette in relazione il saper fare con il desiderio, che crea un rapporto virtuoso tra il profitto e la soddisfazione di un bisogno. Non si tratta più solamente di disegno industriale, si tratta di design e vita, di progettare, di pro-jàcere, di guardare avanti. L'autostrada si sblocca e Verona si avvicina. Sì avvicinano anche le elezioni ADI. Si parla ancora di treni, perchè è chiaro che per ADI è l'ultimo treno per il futuro, l'ultima occasione di rivoluzionare se stessa e di diventare, finalmente, il punto di riferimento internazionale per il design italiano e per i designer italiani. Entrambe le liste che concorrono alla presidenza ADI hanno pregi importanti e difetti evidenti, che non spetta a me raccontare, tantomeno giudicare. Verona Porta Nuova, Fabio scende al volo, mi saluta calorosamente e mi ringrazia per il passaggio. Prende il suo treno per Milano. Mi manda un saluto privato su Instagram, ovviamente una foto, una sua foto con Mario Bellini. La nuova sede ADI e l'imminente EXPO 2015 sono un piatto che fa gola a tutti, inutile nasconderlo. Non so chi vincerà queste elezioni ADI, non so che rapporti di potere siano in atto,  non so quali collaborazioni siano possibili, non so cosa pensano gli associati ADI, non so cosa pensano i designer che sono fuori da questa associazione, ma una cosa è certa, per il futuro del design italiano, chiunque vinca, se farà perdere questo treno a Fabio Novembre e alla sua energia, empatia, positività, ho la netta sensazione che dovrà pentirsene amaramente.

- Immagine: Fabio Novembre, Designer

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5 commenti:

  1. Caro Barison, che il "celeberrimo designer leccese" Fabio Novembre sia "un vulcano, istrionico, talvolta impreciso, sempre visionario" non lo metto in dubbio, per questo, come socio ADI, mi piacerebbe potesse dedicare un poco del suo tempo all'associazione come hanno fatto in molti. In questo modo noi potremmo apprezzare meglio le sue doti e Fabio Novembre conoscere meglio quanto fatto dall'ADI che, per fortuna, non è ferma, basta leggere quanto pubblica o partecipare alle numerose iniziative. L'ADI non ha neppure bisogno di un salvatore, siamo nel tempo della rete e la figura del guru appartiene ormai al secolo passato, ora sono solo le forme di intelligenza collettiva in grado di fornire risposte utili. Infine scusami, ma non capisco questa cosa, se scrivi che: "Non so chi vincerà queste elezioni ADI, non so che rapporti di potere siano in atto, non so quali collaborazioni siano possibili, non so cosa pensano gli associati ADI, non so cosa pensano i designer che sono fuori da questa associazione," come fai a essere così certo che per il futuro del design italiano sia così indispensabile solo Novembre?

    Ovviamente mi auguro che Novembre collabori e contribuisca alla crescita associativa per affrontare le sfide in atto, oggi ancora più di ieri, le battaglie si vincono solo insieme.
    Aldo Bottoli socio ADI

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  2. Caro Barison, che il "celeberrimo designer leccese" Fabio Novembre sia "un vulcano, istrionico, talvolta impreciso, sempre visionario" non lo metto in dubbio, per questo, come socio ADI, mi piacerebbe potesse dedicare un poco del suo tempo all'associazione come hanno fatto in molti. In questo modo noi potremmo apprezzare meglio le sue doti e Fabio Novembre conoscere meglio quanto fatto dall'ADI che, per fortuna, non è ferma, basta leggere quanto pubblica o partecipare alle numerose iniziative. L'ADI non ha neppure bisogno di un salvatore, siamo nel tempo della rete e la figura del guru appartiene ormai al secolo passato, ora sono solo le forme di intelligenza collettiva in grado di fornire risposte utili. Infine scusami, ma non capisco questa cosa, se scrivi che: "Non so chi vincerà queste elezioni ADI, non so che rapporti di potere siano in atto, non so quali collaborazioni siano possibili, non so cosa pensano gli associati ADI, non so cosa pensano i designer che sono fuori da questa associazione," come fai a essere così certo che per il futuro del design italiano sia così indispensabile solo Novembre?

    Ovviamente mi auguro che Novembre collabori e contribuisca alla crescita associativa per affrontare le sfide in atto, oggi ancora più di ieri, le battaglie si vincono solo insieme.
    Aldo Bottoli socio ADI

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  3. Fabio Novembre non è l'unico indispensabile, lo siamo tutti noi, insieme. Nel mio post precedente è chiaro quanto io ne sia consapevole. Come socio potevo fare molto di più, ho iniziato a piccoli passi a dare il mio contributo, spero di crescere e farlo in maniera sempre più importante e efficace. Fabio Novembre è l'archetipo di quanto io mi aspettavo di trovare in ADI come visione, energia, idee, e non ho mai trovato. Visioni, energie, idee, tutte da dimostrare. Sarà compito di Fabio Novembre essere all'altezza delle aspettative, chiunque vinca domani. Io posso solo dire che il design è cambiato, il mondo è cambiato, ADI no, e serve un messaggio visionario ad accompagnare il lavoro quotidiano, se si vogliono cambiare le cose. Come ho scritto qualche mese fa alla presidente Bocchietto in tempi non sospetti, in ADI mi aspettavo di sentirmi anche un designer in generale e in generale un designer, invece per troppo tempo mi hanno fatto sentire solo una quota annuale da pagare.

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  4. Per i non addetti ai lavori "un designer in generale e in generale un designer" sono parole di Michele De Lucchi, un manifesto, un monologo, una dichiarazione di identità, una rivendicazione di unicità, un delirante scroscio di progettualità. Le parole che raccontano noi stessi talvolta lasciano il segno, più potente di qualsiasi logotipo ci possiamo inventare: "Ascoltatemi. Ascoltatemi! Io sono un Designer in Generale e in Generale un Designer. Io dono al mondo la bellezza delle cose utili. Io sono pagato perché voi possiate vivere nel bello, nel comodo, nel soffice, nel funzionale, nel colorato, nell’allegro… Io vi arredo le città, le campagne, il paesaggio, le strade, i palazzi, le case, le stanze, i cessi, le cucine, i tavoli, le sedie, le forchette, i piatti, i cibi, le idee, i gusti, i pensieri, la cultura… Lasciate a me la tecnologia, che io saprò sfruttare perché possa essere utile e non dannosa. Noi siamo un esercito; voi i soldati e io il generale." M.DeLucchi.

    Voglio sentirmi così, non solo un numero che paga una quota annuale per una tessera di cartone plastificata, qualche newsletter, qualche mostra e un seminario. Chiunque vinca... in bocca al lupo ADI, in bocca al lupo design Italiano!

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  5. Luciano Galimberti è il nuovo Presidente ADI. Il link al comunicato ufficiale del sito ADI:
    http://www.adi-design.org/luciano-galimberti-presidente-dell-adi.html
    Un grande in bocca al lupo a Galimberti e a tutta la sua squadra, in particolare ad Alex Terzariol che ho potuto conoscere come presidente di delegazione Veneto/Trentino. In bocca al lupo a loro e noi, a tutto il sistema design italiano.

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