Architettura in mostra a Padova: Un weekend con Renzo Piano


Il mio weekend con Renzo Piano inizia di fronte ad un megaschermo, un sabato di marzo, davanti al Palazzo del Bo. Bella iniziativa il megaschermo in piazza, e la piazza è piena. Dopo una lunga attesa iniza la diretta, e iniziano a parlare, purtroppo, politici e rettori, perché è ovvio, l'esperienza di Volunia non è servita a nulla. Stimo Ivo Rossi ma il suo intervento è inutile e a tratti imbarazzante, come quando descrive Renzo Piano come uno di quelli che non fa precipitare astronavi nelle città, sbugiardato qualche minuto dopo dallo stesso Renzo Piano che racconta divertito gli sguardi della gente all'inaugurazione del Centre Pompidou, definendo il suo progetto, ovviamente, come astronave in mezzo alla città di Parigi. Si, perché alla fine, per fortuna, prende parola lui, il Maestro, l'Architetto Renzo Piano. Prima di lui un caloroso e a tratti commosso intervento del padre di Barbara, che ha il merito di aver portato nella mia città, Padova, una interessante discussione sull'Architettura. Renzo Piano racconta i suoi progetti più importanti di architettura pubblica con semplicità e rapidità, soffermandosi sulle emozioni e le sensazioni che ogni progetto ha rappresentato per la sua vita professionale e personale. Perché Renzo Piano è prima di tutto una persona curiosa, che ha passione per quello che fa, una persona a cui piace condividere e che non distingue il suo essere professionista con il suo essere persona, uomo, cittadino. Colpisce la provocazione sui parcheggi in città che andrebbero vietati, eliminati. E ricorda, sornione, come il suo Londond Shard si possa permettere di ospitare migliaia di persone pur non avendo praticamente parcheggio, se non una manciata di posti auto. Qualcuno la chiama Architettura etica, a me sembra piuttosto il lavoro di una persona intelligente, capace, vera. Visitare la mostra Pezzo per Pezzo a Palazzo della Ragione è off-limits oggi, troppo casino, meglio tornarci domani. E' domenica e Padova è tranquilla, rilassata. C'è gente al Palazzo della Ragione, ma non c'è fila, non c'è confusione. Il contrasto è spettacolare, tra affreschi alle pareti e immagini architettoniche, tra cavallo ligneo e modelli architettonici. L'allestimento scenografico ricorda il MUSE. I grandi tavoli che raccolgono i progetti di Renzo Piano sono un racconto fatto di immagini, modelli, tecnologia digitale e analogica. Un racconto fatto di sguardi e di percezioni spaziali, fatto di touch screen e di pagine di carta da sfogliare lentamente. Semplicità e poesia, prima di tutto. Poi, certamente, anche architettura.


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