La Défense


Parigi. E' un venerdì mattina. C'è il sole, ma l'aria è gelida, pungente. Prendo la RER direzione La Défense. Fino ad ora ho visto "la City" parigina solo in lontananza, oppure in fotografia. Le scalinate anonime della metro non lasciano spazio ad emozione alcuna, ma appena si iniza a scorgere il cielo inizia a farsi spazio anche l'imponente, grandiosa, soverchiante architettura de La Grande Arche. Tutto intorno è un fiorire di grattacieli, ma il vero, unico, impareggiabile protagonista è lui, La Grande Arche. La gente che affolla le gradinate de La Grande Arche è un brulicare di minuscole formichine. Allungando lo sguardo, oltre giardini, alberi, panchine, si scorge l'arco di trionfo, si scorgono i grandi viali de Champs Elysees. Dal Louvre a la Tour Eiffel, fino al Centre Pompidou, Parigi è un incastro perfetto di tradizione e innovazione, storia, modernità, contemporaneità. Certo, Londra e Parigi hanno spazi e superfici che forse noi, in Italia, facciamo fatica a permetterci. Ma il clima di ancestrale modernità che si respira in questi luoghi, pur pieni di difetti, è molto più fresco e stimolante della stantia puzza di immobilismo che ammorba le nostre città.


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