Editoria specializzata: meno news, più contenuti.


il nuovo domus di Nicola Di Battista
L'avvento del web, degli smartphone e dei tablet, insieme alla crisi, hanno messo in difficoltà non solo la carta stampata tradizionale, ma anche l'editoria specializzata b2b. Anche i magazine specializzati per professionisti devono reinventarsi. Per molti anni molte riviste, in particolare quelle dell'arredamento, dell'architettura e del design, hanno vissuto essenzialmente con il denaro degli inserzionisti, risultando spesso pubblicazioni banali, autoreferenziali, essenzialmente poco utili, se non per soddisfare le esigenze di visibilità (talvolta di vanità) delle aziende. I soldi scarseggiano, scarseggiano gli inserzionisti, scarseggiano le novità da parte delle aziende e quindi scarseggiano le notizie da pubblicare. Molta editoria specializzata è di fronte ad un bivio: cambiare, o morire (e qualche illustre pezzo s'è già perso per strada, in particolare nel settore arredo ufficio). I magazine specializzati di qualità ci sono, sono pochi, e reagiscono alle difficoltà del momento cercando di proporre nuovi punti di vista. Quella di domus è una tra le operazioni editoriali più ambiziose e interessanti. Le news viaggiano velocissime in rete, inutile inseguirle. Il magazine, che sia analogicamente cartaceo o digitale, potenzia le sue qualità di approfondimento e mette in campo l'esperienza dei grandi maestri e la curiosità dei giovani professionisti. Un Collegio di Maestri e un Centro Studi sono le proposte di domus per guardare, oggi, verso il futuro. Crisi ancora una volta è sinonimo di possibilità, perché grazie alla crisi molto probabilmente avremo delle pubblicazioni migliori. L'editoria specializzata, quella buona, punta sulla produzione di contenuti e sulla ricerca, spostando il baricentro verso il servizio ai lettori. Quell'altra, schiava degli inserzionisti, è destinata a morire o a sopravvivere in piccoli quartieri dell'informazione, dove ti guardi intorno e conosci già tutti. Il cambiamento non può essere subito pienamente efficace, ci sono in giro ancora troppe jpg in bassa definizione e troppe pagine pubblicitarie totalmente estranee alla qualità del concept editoriale, anche nelle migliori riviste, domus inclusa. Si può e si deve fare di più. Svincolarsi dal potere degli inserzionisti non è facile e non è indolore, ma va fatto, se si ha coraggio e lungimiranza nelle vene.

- Immagine: domus 972, il nuovo corso di Nicola Di Battista.


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