Domenica a casa di Peggy


Domenica 2 giugno, Venezia. Mattinata dal sole timido e dall'aria frizzante. E' il weekend di apertura della 55ma biennale d'arte, la città è di rosso vestita. Noi passeggiamo quasi indifferenti ai richiami della prestigiosa esposizione che si rincorrono in ogni angolo di Venezia, inciampando inavvertitamente su Simon Ma. Arriverà il momento della Biennale anche per noi, ma oggi si va a casa di Peggy. Attraversiamo Campo Santo Stefano, quindi il Ponte dell'Accamedia per entrare in Dorsoduro. L'ingresso di Palazzo Venier è in un angolo tranquillo e molto caratteristico, in direzione Punta della Dogana. Siamo di primo mattino, non c'è molta gente alla biglietteria, ci infiliamo curiosi nel Giardino di Sculture. L'atmosfera è fresca, rilassante... In un angolo, in fondo al giardino, c'è la curiosa sepoltura della padrona di casa, che ha voluto il riposo eterno in compagnia dei suoi amati cagnolini. Entriamo nell'edificio che ospita la permanente. Inutile elencare i nomi e i pezzi che si presentano ai nostri occhi, la Peggy Guggenheim Collection è sensazionale. C'è emozione nell'aria, per il delicato equilibrio tra i quadri alle pareti e le sculture vive di Calder in particolare. Le stanze si rincorrono lentamente, nonostante l'edificio sia di piccole dimensioni. C'è voglia di restare nelle stanze, osservarle, viverle. L'atmosfera è familiare, come se noi tutti fossimo qui in attesa di Peggy, per bere un caffè. Alcuni pezzi d'arredo originali disseminati con cura nelle varie stanze ci ricordano che qui Peggy ci viveva, e al pensiero, supportato dalle belle fotografie d'epoca appese qua e là sulle pareti, viene da sorridere. Che personaggio, Peggy. Usciamo di nuovo sul giardino e facciamo una pausa, immersi in un silenzioso palcoscenico fatto di alberi, piante, forme, pensieri. Ci spostiamo dall'altro lato del palazzo, l'atmosfera è più fredda e museale. Mi emoziono di fronte ad una scultura di Boccioni, che gli stranieri a fianco a me pronunciano Bocchioni. Un po' di shopping, poi di nuovo due passi nel giardino, infine uno sguardo sul Canal Grande. E' l'ora di pranzo e la biglietteria del museo è colma di gente. Un ultimo saluto a Peggy, poi di nuovo a camminare tra calli e campielli, con tante emozioni nel cuore, che solo l'arte sa regalare.

- Immagine: (C) Peggy Guggenheim Collection, Venezia
- La Biennale d'Arte di Venezia
- Simon Ma
- Alexander Calder
- Peggy Guggenheim

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