Salone Ufficio 2013: Il progetto Ufficio da abitare di Jean Nouvel


Il Salone Ufficio 2013 accelera il passo rispetto alla passata edizione anche e soprattutto grazie alla decisione di presentare il progetto "Ufficio da abitare" come collettore culturale di idee ed epicentro di attenzione per media e visitatori. Il progetto, curato da Jean Nouvel ma che ha coinvolto altri importanti nomi del design, ha il merito di guidare le aziende espositrici suggerendo un linguaggio comune e una cifra stilistica. L'allestimento ha un forte impatto emozionale, si erge tra gli stand con un volume monolitico di kubrickiana memoria e si sviluppa all'interno con un percorso labirintico dall'atmosfera forse eccessivamente tetra e teatrale. Il tema principale del progetto sono i nuovi luoghi dedicati all'ufficio e le interpretazioni dello spazio... Vengono proposti layout operativi ricavati da spazi architettonici non specifici, quali lo spazio residenziale in un palazzo antico nel centro città, la stanza studio di un appartamento, il recupero di un magazzino industriale. La lettura di questa esigenza è molto attuale e le soluzioni sono interessanti, anche se non particolarmente innovative. Sempre più spesso l'edilizia e l'architettura si trovano di fronte ad esigenze di recupero e restauro piuttosto che di nuova costruzione ad hoc e le proposte dell'allestimento "Ufficio da abitare" sono certamente in linea con la quotidianità progettuale. Vengono quindi proposte le personali interpretazioni dello spazio ufficio da parte di nomi di prestigio come Michele De Lucchi, Ron Arad, Marc Newson e Philippe Starck. Soluzioni interessanti, fresche, dinamiche, ma tutt'altro che visionarie. Ancora una volta siamo di fronte ad istantanee scattate per immortalare il presente, le best practices che ci circondano. L'esposizione offre infine uno studio sul rapporto tra luce e postazione di lavoro e pezzi di arredo ufficio vintage entrati nella storia del design. Lo sguardo del progetto è rivolto chiaramente sull'oggi, con qualche piccola parentesi sul domani, mentre non c'è traccia evidente del domani e del dopodomani. Scelta concettuale condivisibile, rassicurante e utile ad un settore, come quello dell'arredo ufficio, immerso in una gravissima crisi di idee, di fatturati, di identità. Si poteva fare di più, uscendo dal tatticismo contingente e proiettandosi strategicamente sulla cultura del lavoro che verrà, ma questa piccola grande svolta culturale del Salone Ufficio 2013 lascia comunque qualche spiraglio di ottimismo per il futuro.




- Immagine: l'esterno dell'allestimento "Ufficio da Abitare" curato da Jean Nouvel
- Uffici da abitare: intervista a Jean Nouvel

- Salone Ufficio 2011: Ufficio fabbrica creativa?



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