Elezioni: è Terza Repubblica?


Dopo l'amarezza post risultati di ieri sera (chi mi conosce e chi mi segue su twitter sa che ho votato Renzi alle primarie e PD a queste elezioni) oggi è il giorno delle riflessioni e delle prime analisi. Il risultato esaltante del Movimento 5 Stelle non mi ha sorpreso, anzi. Non mi aspettavo che superasse il 25% alla camera ma il superamento di quota 20% era più che prevedibile. Più che prevedibile l'estrema unzione per il drappello catto-bancario-tecnocrate guidato dal povero Mario Monti, che dopo aver fatto un ottimo lavoro (considerato il parlamento che aveva per le mani e l'immagine internazionale che ereditava sfido chiunque a dire il contrario...) si è trovato inghiottito da un meccanismo infernale che lo ha triturato inesorabilmente... Mi ha sorpreso invece l'ostinata irresponsabilità degli elettori di centrodestra che in buona parte hanno rinnovato la loro fiducia al Cavalier Silvio Berlusconi e mi ha sorpreso un calo così verticale (anche se un calo fisiologico era prevedibilissimo dopo l'esperienza del governo ABC) del PD. Siamo di fronte quindi ad un Paese diviso in tre blocchi, che, a mio personalissimo parere, dividerei semplificando in: egoisti arroganti (PDL), illusi impenitenti (PD), sognatori incazzati (M5S). In questo momento non vorrei essere Giorgio Napolitano, perché la situazione è davvero intricata. Guardando dalla mia parte, fossi in Pierluigi Bersani, mi asterrei dall'ascoltare il canto delle sirene Berlusconiane, foriere di catastrofici paesaggi politici presenti e futuri. Perché se PD e PDL inciuciano siamo di fronte alla riesumazione di cadavere, siamo alla repubblica due e mezzo, in attesa di quella trentatrè e un terzo, e un po' come nei film de una pallottola spuntata, non ci resterebbe che ridere, per non piangere. A mente fredda questa crisi nella crisi è una grande opportunità, per il PD di dare una svolta al suo progetto e al Paese, per il M5S per dar prova della sua maturità civica e istituzionale. Riusciranno Pierluigi Bersani e Beppe Grillo a fare la storia del nostro Paese accompagnandolo insieme nella Terza Repubblica? Non lo so, è fantapolitica, posso essere smentito nei prossimi tre minuti, ma lascio queste righe come promemoria, per me stesso, per gli altri. Perché l'ecosistema-paese è fondamentale per dare una visione di futuro, per dare obiettivi, per guardare con lungimiranza al domani e al dopodomani, per fare impresa, per fare innovazione, per stimolare creatività. L'arroccamento di posizione è solo un modo di rinviare il peggio a domani. Di fronte ad un progetto rivoluzionario si potrebbe ridare speranza agli italiani e tranquillizzarli anche sul valore sociale ed economico dell'Europa, costruendo qualcosa di nuovo e migliore. Tornando alle beghe di quartiere, resta da sciogliere anche il nodo cruciale del Presidente della Repubblica, importantissima figura di garanzia. Per mettere d'accordo PD e M5S ci vorrebbe una personalità di spessore, che ne so, un premio Nobel. Dario Fo?




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