C'erano una volta il Sapientino e il Commodore 64...


Io sono un ragazzo del novecento. Quando ero bambino c'era solo una tv in casa. Era in bianco e nero e quando c'era da cambiare canale mio padre mi faceva alzare dal divano, io facevo una corsa verso lo scatolone color crema e pigiavo con grande soddisfazione il pulsante di uno dei 6 programmi memorizzati. Qualche anno più tardi nelle case è arrivato Pong, mentre Arkanoid era un esempio di alta tecnologia che arriverà qualche anno più tardi. Il massimo dell'intrattenimento elettronico portatile erano i videogiochini in cui spostavi l'astronave a destra e sinistra per evitare gli asteroidi, ma i veri secchioni digitali (non esistevano ancora i nerd, figuriamoci i geek...) si riconoscevano dal Sapientino bene in mostra sullo scrittoio della cameretta, proprio a fianco al sussidiario... Poi è arrivato il Commodore 64 e il mondo dell'intrattenimento digitale è definitivamente cambiato. In un unico personal computer si poteva lavorare, si poteva studiare, si poteva programmare e ci si poteva divertire. Il commodore 64 è il computer più venduto nella storia. Amazon ha presentato da poche ore la nuova gamma Kindle Fire. In un unico supporto digitale portatile è possibile dare sfogo a molteplici esperienze di intrattenimento: web, musica, video e soprattutto libri. Grazie agli e-book è possibile avere intere biblioteche nel palmo di una mano e Amazon Kindle è il re degli e-book reader. Il digitale diventa sempre più portatile e sempre più connesso. Mentre Amazon si propone come leader dell'intrattenimento culturale digitale, Sony e Nintendo si giocano la supremazia dell'intrattenimento ludico, Nokia prova a dribblare Apple e Samsung puntando nell'interazione foto/smartphone, e così via... tutto rigorosamente nel palmo di una mano. Io sono un ragazzo del novecento. Uso google calendar per organizzare i miei appuntamenti, segno annotazioni nel memo dello smartphone e preferisco le email alle telefonate, leggo pubblicazioni in pdf e io stesso ho pubblicato un ebook. Io sono un ragazzo del novecento. Amo l'odore della carta e dell'inchiostro, le pagine ruvide di un libro tra le dita.




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