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LIFESTYLE: Coworking


Al principio erano chiacchiere tra bloggers, sperimentazioni di contaminazione creativa, piccoli gruppi di amici che condividevano uno spazio e una passione. Ora sono arrivate le prime pagine sui Magazine nazionali, la sperimentazione si è fatta organizzazione e a partecipare al progetto entrano in campo importanti Istituzioni quali il Parco Scientifico Tecnologico Vega di Venezia. Il lavoro creativo di domani ha un nome: coworking. La parola d’ordine per sconfiggere la precarietà del professionista creativo è stata svelata: condivisione nomade. Organizzare uno spazio COWO significa andare incontro a questa esigenza e significa attivare una rete di contatti, conoscenze e collaborazioni che arricchiscono e contaminano il proprio luogo di lavoro e la propria professionalità. Aprire il proprio ufficio, il proprio studio o il proprio Istituto noleggiando postazioni di lavoro a tempo è un modo innovativo di dare senso compiuto al fenomeno dei social network, sfruttando il meccanismo diabolico della rete creando quello che già è stato ribattezzato l’ufficio creativo 2.0.

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